Cos'è Mimerito

Riscontri dal mondo istituzionale, scientifico e scolastico

"È stato esaminato il documento esplicativo del progetto "Mimerito", da Lei presentato a quest'Ufficio con email dell'8 gennaio 2012. Dalla descrizione del progetto proposto si deduce la cura posta nell'individuazione e nella declinazione delle attività da promuovere, così come le finalità di fondo volte a sviluppare consapevolezza negli alunni della scuola primaria incoraggiandone comportamenti virtuosi.[...] L'iniziativa può essere proposta direttamente alle singole scuole che ne valuteranno la capacità di rispondere al rispettivo progetto educativo"

Il Capo di Gabinetto del Miur, Dott. Luigi Fiorentino (lettera Prot. A00UFGAB n. 1970/PF)

 

"Egregio Dottore, apprezzo moltissimo la Sua proposta. Sono d'accordo sia con le premesse di natura culturale che con la metodologia che Lei presenta. L'esperimento che Lei riporta al “Nazareno” di Roma corrisponde in maniera sorprendente con teorie che ho iniziato a presentare sin dalla fine degli anni '70 e che ho avuto modo di pubblicare a più riprese. Sono quindi molto motivato a fornire il mio appoggio. Se funzionasse, il progetto "Mimerito" potrebbe costituire un cambiamento, tra i più rilevanti, nel modo con cui le nostre scuole sono organizzate. Insegnerebbe tra l'altro la cultura del merito che, seppur faticosamente, sta avanzando nel nostro paese. Mi consideri quindi tra i supporter più entusiasti dell'iniziativa. Il progetto si pone degli obbiettivi davvero ambiziosi. Equilibrare nel nostro paese la spinta all'egualitarismo ideologico con una buona dose di prammatismo orientato a creare isole di meritocrazia in un contesto articolato e complesso quale quello scolastico. Alla base di tale proposta vi è sostegno di teorie psicologiche scientificamente fondate e che hanno fornito contributi a cambiamenti di rilievo in molti paesi del mondo occidentale."

Prof. Paolo Meazzini, ordinario di Psicologia clinica, Università di Udine e docente di psicologia dell'apprendimento, Facoltà Salesiana di Venezia

 

"Ho letto con molto interesse il documento che mi ha trasmesso e mi sembra stimolante poter aderire al suo progetto e condividerne assieme l'evoluzione."

Prof. Salvatore Soresi, ordinario di Psicologia all'Università di Udine, Presidente della Società Italiana di Orientamento (SIO)

 

"Abbiamo visto il suo progetto e ci è sembrato molto interessante ed in linea con i valori che la nostra associazione porta avanti nel campo dell'educazione e culturale in genere. Ha molti punti in comune con alcune nostre iniziative di formazione che da anni portiamo avanti nelle scuole (educazione alla prosocialità). Siamo quindi contenti di poter offrire il nostro contributo scientifico, che viste le nostre caratteristiche si potrebbe articolare su due punti: dare un contributo psicopedagogico orientato all'incremento della positività nella relazione, ma anche delle condotte di collaborazione, donazione, condivisione, imparando a riconoscere anche i piccoli progressi; altro contributo può essere nel definire i parametri per la verifica sperimentale del progetto. Quest'ultimo aspetto pensiamo sia fondamentale per dare validità, anche scientifica, a tutto il suo sforzo."

D.ssa Fiorella Monteduro, psicologa, Presidente ISAC Prosocialità

 

"Sono senz'altro d'accordo con quanto Lei sostiene, con i contenuti e i metodi del progetto Mimerito, che potrebbe rappresentare un modello educativo per tanti giovani. Mi consideri comunque della squadra."

D.ssa Lucia Celesti, Direzione Sanitaria Ospedale Bambin Gesù, Roma

 

"Per anni ho teorizzato che lo Scoutismo, con le sue caratteristiche, avrebbe dovuto gestire con la sua esperienza il mondo giovanile con le sue problematiche e le sue risorse. Traslare dallo scautismo il simbolo, per portarlo nel mondo della scuola, mi sembra non solo una bella intuizione, ma finalmente qualcuno che mette in pratica le mie idee. Aderisco in maniera entusiastica, certamente."

Prof. Davide Moscato, docente Neuropsichiatria infantile La Sapienza, co-fondatore Associazione Guide e Scout's d'Europa

 

"Avendo avuto modo di esaminare la bozza del suo progetto “Mimerito”, voglio esprimerle un sentimento di condivisione e sostegno dell'intento fondamentale che lo guida, quello dell'ottenimento di un maggior grado di condivisione dei fini educativi e di una più chiara attestazione del conseguimento di risultati, mediante l'impiego di un adeguato apparato simbolico.
Concordo infatti sull'utilità e sull'efficacia del simbolo, visto al contempo come obiettivo e testimone del processo educativo, in particolare nei primi anni di formazione, nei quali non si è ancora potuto strutturare un quadro di riferimenti interiorizzato, capace di guidare esso stesso i comportamenti e le acquisizioni successive. Tale quadro di precaria costruzione di riferimenti interni può inoltre verificarsi nei contesti in cui sia presente uno svantaggio socio-economico-culturale, e l'adeguato impiego di rinforzi simbolici potrebbe svolgere un ruolo utile e positivo anche quando ci si prefigga l'obiettivo di ridurre il peso e le conseguenze negative di tale discriminante condizione.
Ci appare comunque del tutto evidente che sarà soltanto l'integrazione dei simboli concreti con la forza del rapporto emulativo e di condivisione con la figura del docente, a dare all'intera proposta efficienza ed efficacia adeguate all'impegnativo compito individuato dal progetto."

Dott. Giulio Casini, psicologo, ex-Responsabile dei Distretti scolastici di Roma per la Formazione

 

"Proposta eccellente. L'adozione del grembiule è stata una benedizione per tante famiglie disagiate, ma occorre dare un segnale entusiasmante, sia sulla riconoscibilità del merito, sia sull'abitudine a lavorare bene fin da piccoli per costruire il proprio futuro."

D.ssa Valeria Giamundo, psicologa infantile

 

"Sperimentazione senza dubbio positiva, da estendersi forse anche ai livelli superiori della società."

Prof. Francesco Mattioli, sociologo Univ. La Sapienza di Roma

 

"Anche la scienza afferma che l'esigenza di premiare visibilmente il merito attraverso il simbolo non è soltanto un bisogno psicologico, ma l'espressione diretta di una precisa esigenza biologica della collettività."

Dott. Giuseppe Magnarapa, psichiatra e scrittore

 

"Il metodo Scout, anche basato sulla concessione dei distintivi funziona benissimo per motivare i ragazzi e la scuola potrebbe avvantaggiarsi di questo nostro back ground."

Dott. Giovanni Franchi de' Cavalieri, Presidente Ass. Guide e Scout d'Europa

 

"Idea molto buona e proponibile. D'altronde in altri paesi europei i progressi a scuola sono già scanditi da distintivi e diplomini e questo agli occhi dei bambini è eloquente. Il senso del distintivo nel mondo Scout, ricco di simbolismo, è segno di appartenenza ad un gruppo o di raggiungimento di obiettivi. Agli occhi di un bambino diventa un'attestazione di una competenza raggiunta e stimolo per un impegno di crescita ulteriore. In Inghilterra i ragazzi a scuola ricevono distintivi come attestazione di obiettivi raggiunti."

M° Angela Vanini, Vicepresidente Ass. Guide e Scout's d'Europa ed insegnante elementare

 

Riscontri dai dirigenti scolastici

"Mimerito è stato accolto con grande entusiasmo dagli alunni sia delle classi primarie che secondarie di I grado. Questi ultimi hanno apprezzato molto l’idea di valorizzare tipologie di merito che di solito passano sotto silenzio, come ad esempio quello sportivo, o quello della capacità di relazione e di accoglienza del diverso. I docenti hanno valutato il metodo interessante e utile soprattutto in sede di scrutinio. Di solito, infatti, per la valutazione finale si tende a considerare fattori negativi come le note, o la scarsa frequenza. Mimerito, invece, consente di valutare gli elementi positivi. Si è innescata una competizione positiva fra gli alunni, con dei benefici a livello disciplinare: spesso i ragazzi si auto-correggono fra loro, ricordandosi a vicenda che, con un atteggiamento non consono, potrebbero rimanere fuori dalla concessione dei distintivi per la buona condotta e l’impegno personale. L’impegno del Miur per la sperimentazione di Mimerito è assolutamente apprezzabile, perché è giusto valorizzare il merito in modo assertivo, per favorire la voglia degli studenti di migliorarsi. Spero che Mimerito venga diffuso il più possibile."

Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” (pubblica) di Rieti

 

"Quando ho annunciato ai ragazzi l’iniziativa, non ci volevano credere. Poi, non appena sono arrivati i kit, i ragazzi (dieci classi medie n.d.r.) sono rimasti estasiati e si sono subito galvanizzati in una corsa alla conquista dei distintivi. Ne abbiamo già dati alcuni, che gli alunni indossano sull’uniforme. Ci tengono moltissimo e nessuno distintivo è andato smarrito. Abbiamo poi organizzato una gara fra le classi e questo ha fatto sì che ogni gruppo classe si fondesse ancor più. Di solito, a fine anno, diamo delle medaglie ricordo, o dei premi per i ragazzi più bravi, ma Mimerito li stimola in modo continuo e capillare per tutto l’anno. Abbiamo anche sviluppato Mimerito, realizzando una specie di “carta d’identità” sui cui ogni ragazzo può accumulare i meriti nel corso di tutti e tre gli anni. I docenti all’inizio erano dubbiosi, vedevano Mimerito come un’ulteriore carico di lavoro, ma poi, visti i risultati, si sono entusiasmati anche loro. Plaudiamo alla Direzione Generale per lo Studente che ha voluto supportare Mimerito e ci auguriamo che questo continui e si diffonda. È un grande segnale di ripristino dei principi della meritocrazia."

Istituto “San Giuseppe de Merode”, Roma

 

"Il collegio docenti ha accolto con interesse Mimerito, ritrovando in questo sistema echi della psicologia di scuola comportamentista, in cui il “rinforzo tangibile” è un passo importante per promuovere la motivazione. I ragazzi lo hanno accolto con entusiasmo – per loro è di grande soddisfazione esibire il distintivo sul petto dell’uniforme - e oggi nella scuola c’è un clima particolarmente gioioso. I docenti hanno enfatizzato il ruolo simbolico dei distintivi, innescando una gara positiva all’auto-miglioramento. Considerato che i distintivi rimangono di proprietà della scuola e vengono riassegnati ogni due-tre settimane non vi sono state manifestazioni importanti di competitività o gelosia tra gli alunni. Tutti hanno, infatti, la possibilità di guadagnarsi un segno visibile del loro impegno."

Istituto comprensivo: “Nosside Pythagoras”, Reggio Calabria

 

"Le insegnanti  della Scuola Primaria “Nea Polis” hanno accolto con vero piacere il progetto “Mimerito”, considerandolo come un approfondimento di un percorso  già  applicato “artigianalmente” nelle loro classi! Da tempo, infatti, vengono utilizzate stelline e cuoricini di cartone, realizzati dalle stesse maestre,  per premiare i piccoli alunni. Ci si basa, infatti, sul fermo convincimento della validità del rinforzo positivo, sia verbale che tangibile, applicandolo tanto alla buona condotta , quanto ai risultati ottenuti nelle varie discipline. L’orgoglio che scaturisce dal mostrare  “il premio” ai compagni ed ai genitori, è  un ulteriore incentivo ad attuare comportamenti corretti. Il progetto "Mimerito" amplia e diversifica i campi di valutazione , diventando così validissimo sostegno per la più ampia sfera dell'azione educativa e didattica delle maestre. I piccoli alunni hanno accolto con un applauso entusiasta i nuovi "argomenti" sui quali potranno esprimere il meglio di sé e, naturalmente, il passaggio dai premi di cartone alle spille!"

Scuola “Nea Polis”, Napoli

 

"Il progetto Mimerito è stato accolto con grande interesse da noi docenti che ne abbiamo colto il forte contributo psicopedagogico orientato all’incremento della positività nelle relazioni di classe, ritenendolo per questo una valida risorsa educativa per incoraggiare comportamenti virtuosi degli alunni attraverso la consapevolezza delle proprie capacità. I ragazzi hanno compreso che l’assegnazione del distintivo non è automaticamente collegata al voto ma ognuno, attraverso l’impegno, può dimostrare una propria qualità dando il meglio di sé. Nelle prime due settimane di realizzazione del progetto abbiamo percepito che gli alunni sono stati più collaborativi ed inoltre più attenti e più disposti a riconoscere non solo i propri progressi ma anche quelli dei compagni condividendone i riconoscimenti di merito. Ci auguriamo che questo entusiasmo iniziale resti vivo a lungo tra i ragazzi"

”Istituto comprensivo statale” Leonessa (RI)

 

"Gli alunni delle classi primarie hanno accettato con entusiasmo questo progetto, presentato come un modo per migliorare se stessi e per apprezzare le buone pratiche dei compagni. I distintivi piacciono molto ai bambini, come era prevedibile, e questo è utile a motivarli. Nel mondo multimediale di oggi, l’insegnante svolge un ruolo fondamentale proprio nella motivazione degli alunni e nell’insegnamento del metodo di studio. Mimerito è uno strumento utile per il perseguimento di questo obiettivo."

2° Circolo didattico “Maria Sanseverino” Nola (NA)

 

"Nelle classi elementari in cui viene utilizzato, Mimerito sta procedendo bene: i ragazzi lo prendono positivamente e non vi sono stati fenomeni di contaminazioni tra le classi che lo usano e quelle che non lo usano."

“Dante Alighieri”, Roma

 

"I ragazzi hanno accolto Mimerito molto positivamente. Tra l’altro, avevamo già impiantato da tempo un progetto chiamato Mimerito (prendendo spunto dalla comunicazione ricevuta un anno fa dall’Associazione Rinnovamenti, con la prima illustrazione del metodo). Avevamo realizzato dei cartelloni con i nomi dei ragazzi meritevoli, ma ancora senza assegnare alcun premio tangibile. Quindi, nel momento in cui sono stati introdotti i distintivi, l’entusiasmo e la motivazione sono aumentati di molto. Stiamo portando i ragazzi verso un discorso di autoconsapevolezza e autovalutazione, cercando di far capire perché qualcuno viene premiato e altri no, per invitarli a riflettere sui loro comportamenti."

Istituto Comprensivo “Lorenzetti”, Sociville, Siena

 

"I docenti avevano già esaminato attentamente il progetto prima di richiederlo e hanno pensato di utilizzarlo all’interno del “percorso di cittadinanza”, sulle norme comportamentali. La cosa che è maggiormente piaciuta riguarda il fatto che la concessione dei distintivi è periodica e continua nell’arco dell’anno, e questo consente di andare a motivare più alunni. Essendo poi trasversale, Mimerito diventa quasi un mediatore di progettazione e di valutazione da parte del team dei docenti che operano nella stessa classe."

Scuola primaria paritaria “Antonio Provolo”, Verona